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Mercoledì 8 febbraio 2012
incontro con Daniela Stallo

27 gennaio 2012 - Giornata della Memoria
Allestita una piccola mostra bibliografica, della durata, di una settimana, che vuole essere un approfondimento di lettura sul tema della Shoah.

Prestigioso riconoscimento al Pacinotti
L’ITC Pacinotti è stato nominato “Scuola Modello”secondo l’ ”Organizzazione Mondiale del lavoro” nell’ambito del Progetto Scream. Il lavoro premiato è stato realizzato dalle classi del biennio del corso A dell’a.s. 2009-2010 guidate dalla prof.ssa Alberta Tellarini insegnante di lettere.
Alcune immagini della premiazione
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Le della biblioteca:
- Genovesi : Esche vive
- Patetta : Martinelli : L’Ospedale di S. Chiara
- Patetta : Driengoli : La Misericordia di Pisa
- Patetta : Dringoli : La chiesa di S. Giuseppe
- Mo Yan : L’uomo che amava i gatti
- Maurica : La farisea
- De Woh : L’ultimo crociato
- Parot : Pane e sangue
- Frame : Un angelo alla mia tavola
- Hayden : Figli di nessuno
- Pamuk : Il mio nome è rosso
- Pamik : Neve
- Saviano : Vieni via con me
- Susanna Tamaro : Per sempre
- Mazzantini : Nessuno si salva da solo

La bibliotecaria ti
suggerisce la lettura di...
Danela Stallo - La città sul mare
Il fatto è che credo esista davvero, la città sul mare. Sono certa di aver fatto un viaggio, di averla vista e di esserci anche vissuta. Quelli a cui l’ho raccontato, però, mi hanno detto che l’ho soltanto sognata mille volte, una città così, lontana dieci giorni e dieci notti, popolata di gamberi vanitosi, di figure fantastiche e di leggende. Coi suoi sentieri scavati nel mezzo delle strade e le sue necropoli sotterranee, la città sul mare sarebbe un luogo immaginario. Pare che me la sogni con braccia e gambe come fosse una donna vera, che soffre e rapisce le persone, che perde, in certe sere speciali, insieme alla forza di gravità, monumenti e palazzi; una città stanca, calda e umida, battuta dallo scirocco; una città posseduta da un mostro notturno e da una antica tristezza, ma che sogna pure lei, ricorda, cerca la giustizia e la verità, sopporta rassegnata linchetti dispettosi. Una città, che, di mestiere, aspetta. E che vive all’ombra di un ponte girevole d’acciaio, magico e misterioso, che gira sull’acqua e nel cielo, unendo la città alla terra. Forse hanno tutti ragione: l’ho sempre soltanto guardata dalle sponde di un gigantesco miraggio, coi ristoranti spenzolati sulle lampare, i cantieri navali sullo sfondo di una barca a motore che tagliava l’aria, cento strade disposte, senza sbagliare mai, a angolo retto. Secondo loro, avrei voluto, e vorrei, che esistesse, una città del genere: così la invento col desiderio. Eppure certe volte, in pieno giorno e a occhi aperti, mi arriva un’immagine e sento un profumo: sembrano dei ricordi, ma forse sono ancora frammenti di visioni. Per questa città provo amore e nostalgia, rabbia e sgomento, come fosse vera. Tutti dicono che l’ho inventata. E allora ho scritto le storie della mia città sul mare: per raccontare di lei ai bambini che non l’hanno mai vista né pensata, per chi ha provato a raggiungerla senza riuscirci, per quanti, pur nel sogno, hanno voluto lasciarla. Bambini veri e bambini diventati adulti, che quel sogno lo fanno ancora, pure al risveglio.
Daniela Stallo
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